Religioni e clonazione: le posizioni


(Avvenire, 27 novembre 2001)





La Santa Sede esorta a perseguire la strada che prevede il prelievo di cellule staminali da adulti. Bertone: sì alla ricerca, no al dispotismo scientifico

«Si discriminano gli esseri umani»

Il Vaticano: penalizzato chi non può difendere la propria dignità

di
Salvatore Mazza


Roma -- Che cos'è quell'early embryo? Sta tutta dietro questa angosciata domanda la condanna, netta e inequivocabile, che la Santa Sede esprime verso l'esperimento di clonazione umana compiuto dai ricercatori Advanced Cell Techonology. Perché «al di là dell'evento scientifico, infatti, rimane questo l'oggetto del contendere, essendo fuor di dubbio, per indicazione stessa dei ricercatori, che qui ci troviamo di fronte ad embrioni umani e non a cellule, come qualcuno vorrebbe far credere».
In una nota diffusa ieri dalla Sala Stampa, il Vaticano rileva come l'articolo originale comparso sulla rivista The Journal of Regenerative Medicine, manifesti «in tutta la sua drammaticità la gravità dell'evento che è stato realizzato: la produzione di un embrione umano in vitro, anzi di diversi embrioni, che si sono sviluppati rispettivamente fino alla stadio di due, quattro, sei cellule». La nota contesta le dichiarate intenzioni dei ricercatori di non dare vita ad un individuo umano, in quanto «che cos'è quello che essi, nel loro articolo, chiamano, da scienziati, early embryo, embrione allo stato iniziale? Il problema che si ripropone - spiega il comunicato - è quando considerare l'inizio della vita umana». Per questo la nota denuncia senza mezzi termini i «dichiarati intenti umanistici di chi preannuncia guarigioni strepitose per questa strada che passa attraverso l'industria della clonazione». «È necessaria - si spiega nel testo - una valutazione pacata ma ferma, che mostri la gravità morale di questo progetto e ne motivi la condanna inequivocabile».
«Il principio che viene introdotto, in nome della salute e del benessere, sancisce, infatti, una vera e propria discriminazione tra gli esseri umani - osserva ancora la nota - in base alla misurazione dei tempi del loro sviluppo (così un embrione vale meno di un feto, un feto meno di un bambino, un bambino meno di un adulto), capovolgendo l'imperativo morale che impone, invece, la massima tutela e il massimo rispetto proprio di coloro che non sono nelle condizioni di difendere e manifestare la loro intrinseca dignità».
«D'altra parte - rileva la Santa Sede - le ricerche sulle cellule staminali indicano che altre strade sono percorribili, lecite moralmente e valide dal punto di vista scientifico, come l'utilizzazione di cellule staminali prelevate, per esempio, dall'individuo adulto (ne esistono diverse in ciascuno di noi), dal sangue materno o da feti abortiti spontaneamente. È questa la strada che ogni scienziato onesto deve perseguire al fine di riservare il massimo rispetto all'uomo, cioè a se stesso».
Per monsignor Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, il «problema centrale» è «il rapporto, l'alleanza tra scienza ed etica». «I giornali di oggi - spiega il presule in un' intervista a Radio vaticana - parlano già di una quotazione di brevetti e di mercato miliardario. E quindi, purtroppo, è lo sfondo su cui si profila questa operazione ed è anche il motivo per cui governi e scienziati sono sorti indignati. Una cosa è la ricerca scientifica, una cosa è il dispotismo scientifico, senza un riferimento a principi etici». Un problema che resta, appunto, centrale, sullo sfondo di una vicenda in cui se «lo scopo è terapeutico ed è lodevole e meritorio», però «il mezzo usato per raggiungere questo scopo è assolutamente illecito».


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La Chiesa ortodossa: un crimine nazista

Condanna da parte della chiesa ortodossa, che evoca «crimini contro l'umanità di stampo nazista». Così la Russia ha accolto ieri le notizie provenienti dagli Usa in materia di clonazione umana. «La distruzione di un embrione equivale a un aborto, vale a dire a un omicidio», ha affermato padre Antoni Ilin, portavoce del patriarcato ortodosso di Mosca e di tutte le Russie: «Noi condanniamo la clonazione umana, sia a fini terapeutici che riproduttivi. L'embrione fin dal momento del suo concepimento è rivestito della dignità umana e benedetto dal dono della vita. La cosiddetta clonazione terapeutica - ha concluso Ilin - altro non è se non la peggiore strumentalizzazione di un essere umano, sacrificato a vantaggio di altri».



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No dell'islam a chi imita la creazione

«Noi condanniamo in modo netto e assoluto qualunque tentativo di modificare o imitare la creazione». Così si è espressa l'Unione delle Comunità islamiche in Italia: «Anche se dicono di non mirare alla clonazione riproduttiva ma a quella terapeutica - dice il segretario, Roberto Hamza Piccardo - sono apprendisti stregoni che non sanno dove andranno a parare: è una sfida contro Dio che porterà a disastri gravi».



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Il rabbino: grande attenzione ma non chiusure a priori

«Seguiamo tutti gli sviluppi relativi alle tecniche di procreazione e le possibili applicazioni in campo umano. Si aprono scenari angoscianti, difficili da controllare, per cui è necessaria estrema cautela»: Riccardo Di Segni, primario di radiologia e nuovo rabbino capo di Roma, da una settimana successore di Toaff, parla della «grande attenzione» con cui l'ebraismo guarda agli esperimenti americani, ma esclude «chiusure totali». «Non tutto è proibito a priori»: infatti secondo l'ebraismo non è chiaro se un nucleo somatico in una cellula uovo sia già un ovulo fecondato. «Occorre sviluppare linee selettive di crescita, come quelle che dovrebbero portare alla produzione di tessuti o organi distinti», ha detto il rabbino.


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