Hanno disarmato la pace


di
BILL CLINTON


"il Giornale", 19 marzo 2003


Nell'ottobre scorso, quando parlai alla Conferenza dei Labour a Blackpool, sostenni gli sforzi del Presidente Bush e del primo ministro Blair per rinnovare l'impegno nella eliminazione delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, e per cercare di assolvere questo compito attraverso le Nazioni Unite.

Nel mese di novembre, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu adottò all'unanimità la risoluzione 1441, dando a Saddam l'"ultima occasione" per disarmare, dopo 12 anni di sfida contro le risoluzioni Onu, che gli chiedevano di farlo. Tale risoluzione chiariva molto bene che le sanzioni continuative non erano sufficienti e che la provocazione costante avrebbe condotto a gravi conseguenze.

Il merito della 1441 va in gran parte a Blair, che la vide come un'occasione per disarmare Saddam in un modo che rafforzasse le Nazioni Unite e mantenesse l'Alleanza Atlantica. Purtroppo, il consenso dietro la 1441 si è disfatto. Saddam ha distrutto alcuni missili, ma - oltre a questo - ha fatto solo ciò che riteneva necessario per mantenere divise le Nazioni Unite sull'uso della forza. Le questioni veramente importanti riguardo alle armi chimiche e biologiche restano irrisolte.

Di fronte a queste lungaggini, i falchi in America hanno premuto per un immediato attacco all'Irak. Alcuni di loro vogliono un cambio di regime per ragioni diverse dal disarmo e perciò hanno screditato fin dall'inizio il processo delle ispezioni: non volevano che andasse a buon fine. Dato che l'azione militare probabilmente richiederà soltanto pochi giorni, essi credono che la comunità mondiale si unirà rapidamente per la ricostruzione dell'Irak appena Saddam verrà deposto.

D'altro canto, Francia, Germania e Russia si oppongono all'uso della forza, o all'imposizione di un ultimatum a Saddam, fino a che gli ispettori non avranno terminato il loro lavoro. Francia Germania e Russia credono che, almeno fintanto che gli ispettori saranno sul posto, l'Irak non userà né passerà ad altri le sue scorte di armi biologiche e chimiche, e quindi, malgrado la sua scarsa collaborazione, Saddam non rappresenta una minaccia sufficiente per giustificare un'invasione e hanno concluso che gli Stati Uniti non volevano dare agli ispettori ulteriori possibilità dal momento che nel Golfo erano già stati dispiegati 150.000 uomini delle forze americane. Il problema della loro posizione è che soltanto la minaccia della forza da parte di Stati Uniti e Inghilterra ha potuto far tornare gli ispettori in Irak. Senza una minaccia di forza credibile Saddam non avrebbe mai accettato di disarmare.

Così, ancora una volta, Blair è intervenuto con un ultimo disperato tentativo, per ristabilire l'unità nelle Nazioni Unite e disarmare Saddam senza intervento militare. Egli ha assicurato agli Stati Uniti il sostegno per una nuova risoluzione Onu, che avrebbe imposto a Saddam di rispondere, entro una scadenza ragionevole, alle richieste su quattro argomenti importanti, tra cui un resoconto completo delle armi chimiche e biologiche e permettere agli scienziati irachenf di lasciare il Paese per concedere interviste. Secondo la risoluzione proposta, il mancato rispetto di questa scadenza avrebbe giustificato l'uso della forza per deporre Saddam.

La Russia e la Francia si sono opposte a questa risoluzione e hanno detto che avrebbero posto il veto, perché le ispezioni stavano procedendo, le armi erano in via di distruzione e quindi non c'era bisogno di un ultimatum con la forza. In sostanza, esse hanno deciso che 1'Irak non rappresenta alcuna minaccia anche se non disarmerà mai, per lo meno finché vi saranno gli ispettori.

La minaccia di veto non ha aiutato la diplomazia. È stato un gran male, perché, se la maggioranza del Consiglio di Sicurezza avesse adottato il comportamento di Blair, Saddam non avrebbe più avuto spazio per ulteriori evasioni e avrebbe potuto ancora disarmare senza invasione e spargimento di sangue. Ora, a quanto pare, verrà usata la forza per disarmarlo e deporlo.

Come ha detto Blair, in guerra vi saranno perdite di civili e di militari. C'è inoltre, cosa su cui Inghilterra e America concordano; qualche rischio che Saddam usi o trasferisca ai terroristi le sue armi. C'è anche, ugualmente la possibilità che giovani musulmani fanatici vengano ingaggiati dal terrorismo. Ma se noi lasciamo 1'Irak con le armi chimiche e biologiche, dopo 12 anni di provocazione e sfida, c'è un consistente rischio che un giorno queste armi cadano nelle mani sbagliate e mettano a rischio molte più vite di quante ne saranno perse rovesciando Saddam.

Vorrei che la Russia e la Francia avessero sostenuto la risoluzione di Blair. Allora, Hans Blix e i suoi ispettori avrebbero avuto più tempo e sostegno nel loro lavoro. Ma purtroppo non è così. Blair si trova in una posizione non creata da lui, perché I'Irak e le altre nazioni non hanno voluto seguire la logica della 1441.

Nel mondo del dopo-guerra fredda, America e Inghilterra hanno già avuto posizioni dure: nel 1998, quando altri volevano revocare le sanzioni sull'Irak e noi dicemmo no; nel 1999, quando andammo in Kosovo per fermare la pulizia etnica. In ognuno di questi casi, vi erano voci di dissenso. Ma l'alleanza Britannico-Americana e il progresso del mondo furono salvati. Ora in un altro luogo difficile, Blair dovrà fare quello che crederà giusto. Confido che lo farà e spero che lo faccia anche il popolo britannico.






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