Piergiacomo Pagano: Filosofia ambientale


di
Piergiacomo Pagano



Piergiacomo Pagano, Filosofia ambientale
Mattioli 1885 Editore, 2002
Collana: Passaggi


La situazione ambientale non è stata mai così critica. Se in epoche passate il nostro impatto era localizzato esclusivamente nelle zone più densamente popolate, oggigiorno l'urbanizzazione, l'industrializzazione e lo sfruttamento intensivo delle risorse pongono problemi stringenti e globali. Cambiamenti climatici, desertificazione, inquinamento, grave perdita della biodiversità, popolazione in crescita esponenziale, sono solo alcuni aspetti di una problematica complessa che richiede interventi a breve termine affinché il “volano” delle modificazioni possa rallentare e invertire la tendenza. Ma per decidere quali sono i passi che vogliamo compiere è bene fare chiarezza su come vogliamo (o dobbiamo) rapportarci con la natura.

Del comportamento umano nei confronti dell'ambiente naturale, compresi i suoi abitanti non-umani, si è parlato fin dai tempi antichi. Il dibattito, limitato dapprima ad un numero sparuto di intellettuali, si è andato allargando coinvolgendo di volta in volta biologi, ecologi, politici, filosofi e teologi fino ad arrivare agli anni 1960 quando la presa di coscienza ambientale si allargò all'intera opinione pubblica. Nacquero così associazioni ambientaliste, furono organizzate conferenze sull'ambiente, vennero stampate riviste di etica ambientale. Alle idee straordinarie e innovatrici della prima parte del secolo XX quali “la conservazione della natura” e “l'etica della terra”, si sono sommati altri concetti, sono state sviluppate altre etiche. La discussione che ne è scaturita ha alimentato quella che viene definita filosofia ambientale, una nuova branca della filosofia che è andata coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone. Dovendo descriverla in poche parole potremmo dire che la filosofia ambientale raccoglie in sé i pensieri, le idee, i concetti che l'uomo elabora nel suo rapportarsi con ciò che lo circonda. Essa guida, quindi, il nostro comportamento e determina le nostre scelte in campo ambientale. Fondamentali sono le domande: Qual è il nostro posto nella natura? Qual è il nostro ruolo? Quale futuro vogliamo? Possiamo fare della natura quello che vogliamo oppure dobbiamo rispettarla perché il suo valore è indipendente da noi? Domande di questo tipo non sono solo una palestra per la mente che si interroga. Quello che pensiamo si riflette sul nostro modo di percepire, di vivere, di comportarci, fino a farci sentire soddisfatti o sofferenti del mondo in cui viviamo. Le nostre idee, espresse attraverso la classe politica che votiamo, diventano leggi che incidono pesantemente sulla nostra vita, e su quella di chi abiterà, in futuro, il nostro pianeta.

La filosofia ambientale è materia molto studiata nel mondo nordico e anglosassone, mentre in Italia è meno diffusa e limitata ad una ristretta cerchia di specialisti. Il libro “Filosofia Ambientale” è nato allo scopo di divulgarla in maniera sintetica, semplice e leggibile da chiunque affinché il dibattito possa essere allargato e tutti possano contribuire in maniera diretta e fattiva alle scelte politiche e strategiche per indirizzare la società umana verso un futuro più consapevole.

Partendo dal passato e tracciando un percorso storico per cercare le basi dell'attuale pensiero in senso ambientale, il libro affronta le tante posizioni filosofiche nei confronti della natura. Il panorama è vasto e variegato. Se è vero che siamo ormai tutti consapevoli della necessità di rivedere il nostro modo di concepire la natura, le somiglianze finiscono qui. Alcuni pensatori mantengono una posizione tipicamente antropocentrica più o meno rigida e laica chiedendo solamente una maggiore responsabilità, altri vedono il Creato come un Dono di Dio e l'uomo come un semplice amministratore delle cose divine, altri sostengono l'allargamento dell'etica agli individui non umani (auspicando dei diritti o almeno una certa considerabilità morale agli animali superiori), altri affermano che la natura ha un valore indipendente dall'uomo ma i diritti oltre alla sfera umana possono essere concessi solo agli insiemi (specie, habitat, ecosistemi), altri ancora sostengono l'opinione che necessita un cambiamento radicale nella nostra mentalità consumistica. Tesi antropocentriche, teocentriche, biocentriche, ecocentriche, si distinguono e si intrecciano attraverso l'utilizzo di termini specifici quali responsabilità, diritti, conservazione, preservazione, sostenibilità, valore inerente, ecc. che hanno una loro ragion d'essere ma che possono disorientare o essere fraintesi.

Il libro “Filosofia ambientale” vuole essere una carrellata essenziale delle diverse posizioni, ne cerca le differenze e le somiglianze per proporne, infine, una semplice classificazione. Il suo scopo non è quello di sostenere una propria opinione, bensì quello di dare al lettore la possibilità di scegliere affinché possa adottare quella posizione che ritiene più in sintonia con il suo essere e col suo temperamento.



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SCHEDA SULL'AUTORE

Piergiacomo Pagano (Bologna, 1953) è biologo ricercatore all'ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie l'Energia e l'Ambiente) dove si interessa, tra l'altro, di parchi naturali e gestione del territorio. A partire dagli anni 1980, mentre compiva esperimenti scientifici in campo tossicologico, si è posto la domanda sulla liceità dell'uso degli animali per la sperimentazione. Successivamente ha iniziato ad interessarsi alla filosofia ambientale ampliando l'indagine storico-filosofica su cos'è l'uomo, qual è il suo posto nella natura, come deve rapportarsi ad essa, quali sono i limiti etici, per quale ragione dovremmo salvaguardare la natura e la diversità. E' autore di oltre sessanta pubblicazioni scientifiche e divulgative su prestigiose riviste nazionali e internazionali.


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