Anche la setta dei raeliani dichiara una «produzione» di embrioni

Clonazione, la condanna di Bush


di
Giorgio Ferrari

(Avvenire, 27 novembre 2001)


NEW YORK. «The use of cloned embryo is wrong, morally wrong». «L'uso di embrioni clonati è sbagliato, moralmente sbagliato», dice George W. Bush, anticipando la richiesta al Senato americano di una moratoria di sei mesi per gli esperimenti sulla clonazione umana e la messa al bando di ogni ulteriore tentativo da parte delle industrie private. È questa la risposta della Casa Bianca all'annuncio dato domenica pomeriggio (a Borse chiuse) dalla Advanced Cell Technology, una società privata di bioricerche di Worchester, Massachusetts, che ha annunciato il risultato delle proprie ricerche sul Journal of Regenerative Medicine, un sito Internet molto seguito dai manipolatori genetici internazionali.
Alla Advanced Cell Technology precisano che il loro obiettivo non è la creazione vera e propria di un essere umano completo ma semplicemente dotarsi di una provvista di embrioni da usare per ricavarne cellule staminali, quelle cioè che danno qualche speranza di curare malattie degenerative come il diabete, il cancro, il Parkinson, l'Aids o l'Alzheimer. «Non si tratta - ha spiegato enfaticamente l'amministratore della società Michael D. West - di clonazione umana, ma di un risultato decisivo per la clonazione terapeutica e la prima prova che cellule umane riprogrammate possono fornire tessuti per trapianti».
Nella fattispecie i ricercatori di Worcester hanno coltivato in laboratorio un piccolo agglomerato di cellule-base, sul cui nucleo sono intervenuti con i metodi della clonazione, in modo da trasformarle nella fonte di future cellule staminali, le cosiddette «cellule-madri», dalle quali si possono tratte ogni tipo di cellule organiche.
La Act ha seguito due vie per creare embrioni umani: la prima è la stessa impiegata per «fabbricare» la pecora Dolly, ma, a differenza di quanto è accaduto con Dolly, lo sviluppo del primo embrione umano clonato è stato bloccato precocemente, allo stadio di sole sei cellule; la seconda è quella partenogenetica, che prevede cioè una stimolazione artificiale dell'ovulo affinché si scinda senza essere fecondato. In pratica, checché ne dicano i dirigenti della Act, una clonazione umana a tutti gli effetti, anche se loro proclamano che tutti gli embrioni sono morti.
Questo tipo di ricerche attualmente non è proibito negli Usa e la giurisprudenza in materia è alquanto ambigua. Secondo le leggi federali americane, utilizzare denaro pubblico per la clonazione a qualunque titolo di esseri umani è vietato, ma nessuno per ora può impedire a una società di diritto privato (e la Advanced Cell Technology Inc. lo è) di svolgere questo tipo di ricerche adoperando risorse private.
Non a caso un annuncio analogo a quello della Act è stato dato poche ore dopo anche da una seconda azienda americana, la Clonaid, la cui direttrice, Brigitte Boisselier, conduce da tempo esperimenti in un laboratorio alle Bahamas. La Clonaid (il nome denuncia chiaramente quale sia il programma) fa capo al movimento religioso dei raeliani, una setta convinta che l'umanità sia stata creata da una razza di alieni, gli Elohim. «Stiamo clonando embrioni ogni giorno», ha dichiarato la Boissoler, che non ha però voluto rivelare dettagli sulle tecniche utilizzate.
Dura, come dicevamo, la reazione di Bush, il quale ha qualche spina nella coscienza, visto che nei mesi scorsi aveva dato il via libera agli esperimenti sulle cellule staminali, ma solo su sessanta colture già esistenti, mentre aveva escluso l'utilizzo degli embrioni: «Gli esperimenti condotti dall'Act dimostrano che si sta cercando di raggiungere l'obbiettivo di sviluppare un embrione per prelevarne le cellule staminali e farlo così morire. Come società - ha detto - non possiamo crescere una vita per distruggerla, ed è esattamente questo che sta accadendo». Ora chiede il veto e la messa al bando al Senato: «Il presidente - ha detto il portavoce della Casa Bianca - spera che, come prima conseguenza di questo passo nel campo moralmente discutibile di creare una vita in nome della scienza il Senato voglia adottare la legislazione della Camera, così da mettere al bando questo procedimento». Ma la notizia ha comunque scosso tutto il mondo politico americano.
Il leader della maggioranza al Senato Tom Daschle ha dichiarato: «Penso che stiamo andando nella direzione sbagliata. Mi opporrò a qualunque clonazione umana diretta a riprodurre una persona», mentre per il senatore Lehay (uno di quelli che hanno ricevuto lettere all'antrace), la reazione è di «sconcerto e disgusto».
Perplessità anche dal mondo scientifico. Il dottor George Seidel dell'Università del Colorado ritiene che «l'esperimento della Act sia stato, fortunatamente, un completo fallimento», opinione condivisa dal collega Steen Williadson della Florida, secondo cui «se qualcosa di positivo c'è da rimarcare è il fatto che l'esperimento non abbia funzionato».







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