«La rabbia e l'orgoglio»


di
Oriana Fallaci

(Corriere della Sera, 29 settembre 2001)


MILANO. È una questione di etica ma non solo. Per la Coldiretti - la maggiore organizzazione agricola europea che riunisce 1,5 milioni di coltivatori - gli Ogm non sono da prendere alla leggera. Anche per ragioni economiche e sociali. Ma, per i rappresentanti degli agricoltori, al primo posto sembra venire la sicurezza del consumatore. «La Coldiretti - spiega infatti Rolando Manfredini che per l'organizzazione agricola è responsabile della qualità e sicurezza alimentare - è contro gli Ogm semplicemente perché dal punto di vista della sicurezza alimentare non offrono ancora garanzie. Tutto qui».

Ma questi organismi presentano a vostro parere dei vantaggi, o no?
Sappiamo dei vantaggi agronomici e tecnici. Ma, torno a dire, questi non bastano: la ricerca deve dimostrare l'inesistenza di rischi alimentari.

Le multinazionali affermano che di fronte di 250 milioni di persone che già da anni si alimentano con organismi modificati, non è possibile pensare a danni all'uomo e all'ambiente.
Storie. Non è possibile pensare che sia la stessa cosa ingerire un alimento geneticamente modificato oppure uno normale.

Perché?
Noi abbiamo un metabolismo calibrato su una condizione biologica e alimentare costruita da millenni di evoluzione. Quello che occorre sapere è se un Ogm apporta o può apportare dei consistenti difetti al nostro metabolismo. È qui che occorre essere molto chiari.

Cosa significa? Qual è il punto debole?
È semplice. Occorre rispondere alla domanda se le proteine che derivano da un organismo modificato sono uguali a quelle di uno non modificato geneticamente.

Anche voi siete contro la ricerca in questo settore?
Assolutamente no.

Ma come la volete?
Con il massimo delle garanzie. Occorre rispettare il principio di precauzione. Non è possibile causare dei danni all'ambiente e alle persone nemmeno per la sperimentazione. Quindi, se i protocolli di sicurezza non esistono è evidente che noi diciamo di no.

Cosa ne pensate delle posizioni del ministro Alfonso Pecoraro Scanio?
Non siamo d'accordo su una parte delle affermazioni del ministro. Non è possibile proibire la sperimentazione in campo e ammettere solo quella in laboratorio. Anche se, ovviamente, quella in campo deve essere condotta con il massimo delle garanzie.

Le multinazionali affermano che gli Ogm servono per vincere la fame nel mondo. Perché voi dite di no?
È tutto il discorso delle multinazionali che non convince. Le biotecnologie non possono risolvere il problema della fame.

Per quale motivo?
Perché i Paesi in via di sviluppo non possono permettersi di pagare i prodotti Ogm.

Dal punto di vista scientifico, perché a vostro parere il miglioramento genetico che passa per gli Ogm non è accettabile?
Assimilare il miglioramento genetico tradizionale alle biotecnologie è assurdo. Non è così: non è possibile incrociare un pesce con una fragola. C'è un ordine naturale che va comunque rispettato. E poi, perché fare vegetali che resistono in ambienti totalmente al di fuori di quelli loro naturali? La risposta è che in questo modo si arriverà a localizzare la produzione agroalimentare solamente dove costa meno. Azzerando così qualsiasi tipicità e diversità biologica.

Insomma, a vostro parere ci sono anche dei risvolti sociali ed economici?
Certo, si tratta di un vero e proprio sconvolgimento delle organizzazioni produttive locali. Dal punto di vista economico, gli effetti positivi delle biotecnologie vanno ad accrescere il patrimonio di pochi, quelli negativi ricadono sull'intera popolazione.






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