LA RAGIONE DEI LAICI NON E' INTRANSIGENTE

E' la mancanza di certezze la risorsa che fa la differenza con i cattolici

di Sebastiano Maffettone


Lo si sapeva da tempo, ma non era mai stato cosi evidente: in una politica post-ideologica i conflitti si spostano sul piano etico e simbolico. A confermare questa verità, se ce ne fosse bisogno, sono venute le due recenti votazioni parlamentari, con esito diverso, che hanno riguardato due quesfioni bioetiche "calde" come la nuova proposta di legge sui trapianti d'organo e quella sulla fecondazione artificiale. Come è noto, i due iter parlamentari hanno avuto esiti tra loro diversi. Nel primo caso, la proposta della maggioranza è stata approvata dalla Camera, e dovrà ritornare, con ottime speranze di essere convertita in legge al Senato, mentre la seconda è stata bocciata, vanificando i notevoli sforzi compiuti precedentemente in Commissione e costringendo alle dimissioni la relatrice Ds Marida Bolognesi.
Questi percorsi difformi hanno provocato reazioni animate da parte di due partiti di fatto, che sembrano formare un nuovo schieramento parlamentare alternativo a quello classico di maggioranza e opposizione, quello dei cattolici e quello dei laici. Soprattutto, la bocciatura del progetto di legge sulla fecondazione eterologa - in cui il donatore è esterno alla coppia che si sottopone alla riproduzione artificiale - ha suscitato esultanza, più o meno esplicita, in un rinnovato schieramento cattolico, che sembra muoversi con il pieno appoggio della gerarchia ecclesiastica, e un diffuso sconforto tra i cosiddetti laici. Questi ultimi, battuti su un progetto che già vedevano flutto di un complesso compromesso, per esempio là dove avevano rinunciato all' applicazione della legge alle coppie di fatto e ai single, hanno spesso reagito con sentimenti insieme di condanna e di invidia per la controparte cattolica. E su queste reazioni, talvolta composte talaltra meno, che vorrei invitarvi a riflettere. Perché sono sbagliate sia dal punto di vista dell'interpretazione dei fatti sia dal punto di vista più squisitamente etico-politico.
Sono sbagliate di fatto per una ragione semplice:
su molte questioni bioetiche, per esempio dall'aborto al destino dell'embrione, ma si potrebbe dire lo stesso per alcuni aspetti della fecondazione artificiale, non c'è scontro tra una ragione e un torto ma tra due «visioni del mondo». Sbaglia così Eugenio Scalfari quando, nel suo fondo di domenica 7 febbraio, dice che coloro che hanno votato contro la fecondazione eterologa sono mossi da «marchiana ignoranza», o ancora intendono «proibire l'esercizio dei diritti». Semplicemente, la pensano in maniera diversa da Scalfari e, per quel che conta, da me. Pensate - per avere una conferma - al caso dell'aborto. Quando il movimento per la vita fa campagna contro l'aborto, sicuramente impedisce l'esercizio di un diritto, il diritto della donna a decidere se e quando procreare. Ma osservare questo vale poco, se l'antiabortista sostiene che il feto è persona e l'aborto è identico all'omicidio. Ed è proibitivo ritenere che un puro argomento filosofico possa convincerlo del contrario. In sostanza, la maggior parte delle questioni bioetiche sono intrinsecamente controverse. E bisogna fare i conti con un disaccordo potenzialmente eterno.
Ma veniamo alla reazione moralmente più discutibile da parte dei laici. Questi ultimi sempre più cominciano a credere che la Chiesa sia la fonte unica di legittimazione morale. E aspirano, per ciò, a imitarla in un modo o nell'altro. La Chiesa sembra avere infatti un repertorio di certezze e di opinioni infallibili sulle questioni bioetiche, che i laici invece non hanno. Con la conseguenza che vincerebbe in parlamento non perché i suoi rappresentanti politici sono più furbi o abili, ma proprio perché consapevole di stare dalla parte del vero. Dal che l'invidia per la posizione cattolica, quella ricerca di legittimazione attraverso le istituzioni religiose che si diffonde sempre più tra i leader politici laici e i loro stessi elettori. Insieme a uno strisciante sentire, basato su una sensazione del tipo «beati loro che almeno sanno bene quello che vogliono!».
Chi abbia seguito il mio argomento finora dovrebbe aver capito che anche questo sentimento di invidia è malposto. Nessuna persona sensata, nemmeno il Papa, può infatti pensare di sapere la verità sulle questioni bioetiche controverse. E se afferma il contrario, mente, consapevolmente o meno. Per quanto riguarda poi l'efficacia di una posizione del genere, può essere che ci siano effetti positivi come conseguenza di un'esibizione muscolare sulla fecondazione eterologa, come su altre questioni bioetiche. Tuttavia, inviterei a riflettere su questo punto. Negli anni Trenta del nostro secolo, molti laici erano convinti che fascisti e comunisti avessero la storia dalla loro, perché avevano la risposta giusta a ogni problema del tempo. Le cose sono andate poi come è noto. E, mentre fascismo e comunismo sono antiquariato, i liberali sono sempre là. E troppo strano pensare che la loro sopravvivenza intellettuale e morale dipenda proprio dalla mancanza di quelle certezze che invece gli altri ritenevano di avere?
(Il Sole 24 Ore, 12/02/1999)




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